Ciao a tutti! Terminata l’innominabile quattordicesima stagione di Grey’s Anatomy, ho deciso di dedicarmi alla recensione di un’altra serie e la (s)fortunata è The 100.  Tuttavia, prima di commentare l’episodio di questa settimana, facciamo un breve previously on:

Trascorsi sei anni dopo le radiazioni ci troviamo con i nostri sopravvissuti in tre luoghi diversi:

  • Clarke è l’unica a essere rimasta sulla Terra, sia fuori dal bunker che dalla navicella spaziale e questo grazie al suo stato di natblida. Ha trovato l’altra unica sopravvissuta, una bambina di nome Madi con la quale ha vissuto e a cui ha raccontato tutto dei suoi amici. In più non dimentichiamoci del tempo che ha trascorso a parlare con la radio a un Bellamy che la credeva morta per confortarsi e per mantenere un briciolo di sanità mentale. #BellarkeReigns
  • Nel bunker avevamo lasciato le varie tribù, dopo il conclave vinto da Octavia, a cercare di abituarsi a condividere lo spazio. Sei anni dopo Octavia è diventata Blodreina e ha gestito la sua Wonkru a suon di combattimenti e sangue. Tutto molto bello.
  • Infine sulla navicella, guidata da Raven (quanto mi era mancata?) troviamo Bellamy, Murphy, Emori (perché è ancora viva?), Echo, Monty e Harper. Hanno vissuto per tutti questi anni lì dentro, credendo Clarke morta e mangiando la sublime zuppa d’alghe di Monty.

La stagione si apre con l’arrivo di una navicella di prigionieri, guidati dal capitano Diyoza, che ambisce a conquistare l’unica zona verde rimasta dopo l’ondata di radiazioni. Si son strette alleanze, ci sono stati incontri graditi e reunion inaspettate, ma sopratutto… rullo di tamburi… Jaha ci ha lasciato! Ragazzi vi giuro che non ci credevo, anche perché mi sembrava troppo strano, ero abituata ad averlo intorno e invece questa volta se n’è andato sul serio. Ma si sa, quando Jason decide di far fuori qualcuno, quel qualcuno muore. Menzione speciale alla reunion Bellarke. Da notare che Bellamy ha detto che 283 vite valevano quanto la sola vita di Clarke, e poi il loro abbraccio? Come si fa? Sei anni sono troppi ed Echo non sarà mai all’altezza. Ok, terminata questa parentesi concentriamoci sulla puntata di questa settimana.

I. Clarke e Madi

La scorsa puntata le avevamo lasciate nel deserto insieme a Bellamy, Octavia e il resto della Wonkru, mentre questa settimana vediamo Clarke cercare di proteggerla per via del suo sangue. Infatti Madi, essendo una natblida pura, avrebbe il diritto di sedere sul trono e di essere alla guida della Wonkru. Spaventata che questa verità possa essere svelata, Clarke mente a tutti dicendo che è stata lei a renderla tale, così come Abby aveva reso lei prima delle radiazioni. Ovviamente il tentativo fallisce miseramente prima con Niylah, e poi con Gaia che prontamente era disposta a difendere l’ultima legittima natblida. Per risparmiare la vita di Niylah e non dire la verità ad Octavia, Clarke decide di lasciare Polis e tornare alla valle, direttamente da Diyoza. Non credo che sarebbe stata una felice scelta, fortuna che la stessa Madi che, ingenuamente illusa dall’Octavia dei racconti di Clarke, si reca da lei e le dice la verità.  Questa reagisce in modo tranquillo, anzi le annuncia che inizierà ben presto l’allenamento. Ora, a mio modesto parere Clarke avrebbe dovuto pensare molto prima a cosa inventarsi per giustificare la sopravvivenza di questa bambina. Aveva diverse possibilità: avrebbe potuto dirlo a Bellamy e cercare una soluzione con lui, oppure avrebbe potuto dirlo a Octavia lei stessa. Nella peggiore delle ipotesi, per quanto sia cambiata, non credo che lei avrebbe ucciso Madi, il potere è suo e non so quanti della Wonkru vorrebbero mettersi contro la loro regina. Vedremo l’evoluzione della situazione.

II. Octavia

È indubbiamente IL personaggio più cambiato dopo questi sei anni di separazione. Ammetto di trovarla decisamente eccessiva, questo sì. Abbiamo avuto un breve assaggio di come siano stati questi anni all’interno di quel bunker, dove, che vogliamo riconoscerlo o meno, è stata lei a far mantenere una parvenza di giustizia e di “pace” (concedetemi la licenza). Parlandone con una mia amica mi ha detto che molti la definivano OOC, ecco io non credo che lei sia così, penso solo che questa sia la peggiore versione di sé stessa. Ve la ricordate com’era appena giunta sulla Terra? Sì, proprio quella che appena aperta la porta della navicella ha urlato “We’re back bitches!”. Ecco non credo che la rivedremo mai più. È chiarissimo come quella Octavia sia solo un ricordo, e questo perché ne ha passate tante, troppe così come ognuno di loro. Penso sia chiaro che il punto significativo, di svolta per la sua personalità, sia stata la morte di Lincoln. Dopo averlo perso ha scatenato la sua rabbia e il suo dolore nella lotta e si è allenata con Indra, fino a diventare la vincitrice del Conclave prima delle radiazioni. In questi anni ha continuato ad allenarsi e spinta da quella parte del clan che l’ha sempre sostenuta è diventata questo. Credo anche che un ruolo importante sia stato ricoperto dall’assenza, in primis, di Bellamy ma anche degli altri. Credo che loro fossero in qualche modo coloro che la mantenevano più “umana” (anche qui concedetemi la licenza), trascorrere sei anni con i criminali l’ha spinta a doversi difendere e senza di loro ha lentamente perso quella parte più umana. Riguardo a questa puntata invece abbiamo avuto la prova di come, da leader, metta gli interessi della sua gente davanti a tutto. Non mi è piaciuto il fatto che abbia tradito l’accordo con suo fratello, ma credo che sarà proprio lui l’unico in grado di cambiarla. Ho apprezzato il loro combattimento e la chiave è esattamente nella parole di Bellamy. La famiglia, quella che lei ha perso per sei anni. Ora è una leader in difficoltà che dovrà giocare d’astuzia e affrontare Diyoza. Sicuramente l’idea di Monty di avere una spia si rivelerà utile o se non altro permetterà di bilanciare il fatto che Diyoza abbia Marcus dalla sua parte.

III. Bellamy ed Echo

Stendiamo un velo pietoso su questi due. No scherzo, tornando seri: quando Bellamy ha detto ad Octavia che se Echo fosse stata bandita anche lui se ne sarebbe andato, la mia prima reazione è stata di sconcerto. Insomma è Echo, se se ne va anche meglio. Poi però ho cominciato a vederla dal punto di vista di Bellamy. Lui ha perso sua sorella e Clarke, due delle persone più importanti e in questi sei anni Echo è diventata la sua famiglia e lo sappiamo che lui ha sempre fatto di tutto per salvare la sua famiglia, quindi non lo biasimo. Resta comunque il fatto che insieme NON funzionano, per me almeno. Concentrandomi su Echo invece, devo confessarvi che la sto rivalutando in positivo, penso che sia un’ottima risorsa sopratutto per Octavia e mi auguro che sia in grado di trovare Raven (Dov’era in questo episodio? Non si può senza di lei, basta episodi così tristi, grazie). In più la scelta di non voler uccidere i traditori la dice lunga sul fatto che in fondo una sua morale la abbia, deve solo trovare il giusto schieramento e votarsi a quello.

IV. Conclusione

Scena che poteva benissimo essere evitata quella tra Murphy ed Emori, ma che in fin dei conti è stata utile perché hanno messo al tappeto, temporaneamente temo, McCreary,lui e le sue uscite di testa mi stanno stancando. Non so quanto Marcus abbia parlato e spero per lui che non abbia detto troppo, non sono molto ottimista su quello che farà Octavia una volta che lo riavrà dalla sua parte. Ripeto, puntata triste senza Raven, ma utile nel gettare le basi per una puntata un po’ più attiva e che porti a qualche revisione tra le alleanze che si sono create.

E voi, cosa ne pensate? Se volete fatemelo sapere in un commento, vi aspetto!

Alla prossima puntata, che andrà in onda tra due settimane, purtroppo!


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