Anche se molti di noi all’epoca non erano ancora nati, più o meno tutti hanno visto qualche anno dopo almeno un paio di puntate di DuckTales, la splendida serie animata ideata da Carl Barks che ruota intorno alle vicende di Paperon de’ Paperoni, andata in onda per la prima volta su Rai 1 nel lontano 1988.
E se vi foste persi 
la serie, che conta la bellezza di 100 episodi, probabilmente avrete visto il lungometraggio, intitolato Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta.
L’assenza quasi totale di Paperino rende lo Zione più famoso e avaro al mondo il protagonista assoluto delle avventure, affiancato dagli immancabili nipotini Qui, Quo e Qua e dalla regolare presenza di Archimede, Mrs. Paperett e Gastone, ma anche da personaggi introdotti per l’occasione, quali il pilota Jet McQuack, la tata Mrs. Beakley e sua nipote Gaia, una paperetta vivacissima e avventurosa.

La serie ruota intorno al desiderio di Paperone di arricchirsi sempre più impossessandosi di nuovi tesori e meraviglie, e per farlo si rivolge alle uniche persone che non possono rifiutare di aiutarlo, i suoi familiari! Ma essere il papero più ricco al mondo non è affatto semplice, perché c’è sempre qualcuno pronto a ostacolarlo, come la Banda Bassotti e la fattucchiera Amelia, desiderosi di portargli via i suoi beni.

Vi è già venuta voglia di vederla, vero?
Bene, perché DuckTales è tornato in una veste nuovissima!
Il reboot, infatti, ha debuttato lo scorso 12 agosto su Disney XD con una doppia premiere da 40 minuti.
Tra i cultori della serie originale serpeggiava il terrore, tutti temevano che questa nuova versione non rendesse giustizia alla vecchia.
E invece… tutto il contrario!

DuckTales – Avventure di paperi, creata da Matt Youngberg, Francisco Angones  e Jymn Magon, è in assoluto il miglior prodotto Disney degli ultimi tempi.
Non si limita a rispolverare le avventure di Zio Paperone e dei nipotini riproponendole in qualità grafica migliore, ma prende un mondo creato più di trent’anni fa e ce lo mostra in una chiave assolutamente moderna, dai personaggi fino all’ambiente che li circonda.

Zio Paperone, com’è ovvio che sia, è ancora deciso a rimanere il papero più ricco del mondo, ma non fa del denaro il suo unico pensiero: è importante per lui fare da mentore a Qui, Quo e Qua, che finalmente hanno tre personalità ben distinte e assolutamente in linea con quelle dei ragazzi di oggi, e anche a Paperino – adesso più presente – sempre in lotta con il conto corrente.
La serie racconta nel modo più semplice e disneyano possibile quei problemi che tartassano la società moderna: la disoccupazione giovanile, la dipendenza dalla tecnologia e dai social, l’incapacità di stabilire delle relazioni autentiche.
Sin dagli albori la Disney ha trasmesso ai suoi spettatori dei valori e dei principi sani, sebbene talvolta un po’ antiquati: oggi, nel tentativo di svecchiarsi, ha fatto l’ennesimo salto di qualità.
Quella che era una bella serie con il mero scopo di intrattenere è diventata non solo un piccolo gioiello di animazione ma anche uno splendido spaccato di vita su cui riflettere; anche se si tratta di paperi, anche se le loro avventure straordinarie sembrano lontane dalla nostra realtà… lo sono molto meno di quanto possiamo immaginare.

E se non siete del tutto convinti, sappiate che David Tennant presta la sua voce a Paperone!

Qui la sigla cantata dal cast:


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Sceneggio cose, mangio sushi e proteggo Daniel Sharman dal mondo.