Josh Duhamel in Battle Creek

La star Josh Duhamel scalda il nuovo poliziesco della CBS.

Sono appena passate le 21:30 di un lunedì quando Josh Duhamel entra nel retro del suo ristorante preferito, chiama per nome la cameriera ed ordina una frittata di albumi, un muffin e delle frittelle di patate. “Questo posto,” racconta l’attore quarantaduenne, che indossa una maglietta grigia a maniche lunghe, dei jeans e delle sneaker, “mi sta a cuore.”

Questo ristorante di quartiere — sicuramente l’unico posto a Brentwood, in California, con muri ricoperti da pannelli di legno ed un cartello di carta scritto a mano fissato storto su un pannello, che dice: “Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 15:30.” — sembrerà un posto inusuale per Duhamel, il bellissimo attore Hollywoodiano che insieme alla moglie pop-star Fergie forma una delle coppie più alla moda. Ma trascorrendo del tempo con questo ragazzo proveniente dal Nord Dakota diventa chiaro il fatto che ha conservato i suoi umili gusti centroccidentali e la sua forte etica del lavoro con cui è stato cresciuto. Dopotutto, questo è il ragazzo che, nonostante aver recitato nei primi tre film di successo di Transformers, ed in commedie del tipo Capodanno a New York, prende ancora lezioni di recitazione. “E mi fa ancora paura da morire.” dice ridendo. “Ma voglio continuare a migliorare.”

Duhamel userà queste sue affinate abilità nel ruolo di Milt Chamberlain, un carismatico ed onesto agente dell’FBI, in Battle Creek, il tanto atteso poliziesco della CBS creato da Vince Gilligan (Breaking Bad) e prodotto da David Shore (Dr. House). Mente mostra con orgoglio dei video del suo biondissimo figlio di un anno, Axl, uno spontaneo Duhamel parla della sua reputazione da bel ragazzo, del motivo per cui vincere un Emmy per La Valle dei Pini è stato la miglior vendetta e del consiglio per un appuntamento ricevuto dalla co-star di Las Vegas, James Caan.

Come sei stato coinvolto in Battle Creek?

Non ero sicuro di voler recitare di nuovo in TV. Ero contento di girare dei film. Ma questi mi portavano lontano da casa, e quando è nato mio figlio non volevo viaggiare. Non mi piace essere lontano da lui per più di un giorno. Ho ricevuto una chiamata dal mio agente che diceva che Vince e David volevano incontrarmi, ed ho detto: “Non posso non dire di sì.” Ero un grande fan di Breaking Bad, e Dr. House era fantastico. Quindi abbiamo fatto colazione e ne abbiamo parlato. Ho letto il pilot e non ero così sicuro. Pensavo: “E’ abbastanza come cambiamento?”

Da cosa?

Dall’essere solo un bel ragazzo. Non ero sicuro che ci fosse altro in lui oltre al raffinato, troppo-buono-per-essere-vero agente dell’FBI. Dicevo: “Interpreterò l’agente dell’FBI più carino che abbiate mai visto, ma dovete promettermi che questo ragazzo è seriamente problematico e pericoloso.”

E lo è?

Ha un lato davvero oscuro. L’altro giorno David mi ha detto: “Praticamente stai interpretando il diavolo.” [Ride.] Le persone diranno: “Che…?” E’ quello che adoro di David — non rende nessuno troppo perfetto. E’ la vita. Tutti abbiamo dei problemi.

Anche Josh “Golden Boy” Duhamel — ex quarterback alle scuole superiori, ex modello, vincitore di un Emmy, star del cinema e marito di una star del pop?

C’è questa idea sbagliata su di me, che tutto è sempre stato rose e fiori. Non lo è stato. Per esempio il football, era difficile. C’è sempre stato qualcuno che combatteva per avere il mio lavoro. Non è mai stato: “Sei il migliore.” Ho sempre dovuto combattere. All’epoca, il football era la mia vita, ed è finita così male che è stato uno dei motivi per cui me ne sono andato dal Nord Dakota. Avevo solo bisogno di allontanarmi da tutte quelle cose.

Che cosa è successo?

Io e l’allenatore abbiamo litigato. Avevo sempre la sensazione di essere stato fregato, ma ora guardando indietro sono contento che sia successo. Non c’è lezione migliore del combattere per qualcosa che non va a finire bene. Se tutto mi fosse stato semplicemente concesso, non avrei mai avuto il desiderio  — che ho ancora — di far vedere alle persone quello che sono in grado di fare.  E’ la storia della mia carriera.

Come hai scoperto il tuo interesse per la recitazione? Non credo ci fossero molte opportunità in Nord Dakota.

Quando giocavo a football, un mio amico che viveva in California mi diceva: “Dovresti fare l’attore, amico. Hai l’aspetto di un modello o qualcosa del genere.” Ed io dicevo: “Davvero?” Mi si sono subito illuminati gli occhi.

Trasferirti in California era tutto quello che desideravi?

Era un nuovo inizio, e ne avevo bisogno. Ma sono finito a fare dei lavori orribili per cinque anni: il turno di notte in un magazzino, cameriere. Ed ero un magazziniere da Gap. Non mi lasciavano stare all’esterno perché non mi vestivo abbastanza bene. [Ride.] Mi ricordo che un giorno mi avevano lasciato in negozio, ed ero arrivato a lavoro tutto contento, dicendo: “Venderò qualcosa stasera!” E loro mi dissero: “Se almeno potessi evitare di indossare quei jeans…”

Gap si starà tirando calci da solo adesso. Non sei finito ad iscriverti ad un concorso per modelli in cui hai battuto Ashton Kutcher?

Sì, il mio primo agente mi ha iscritto a questa competizione a New York. Ero tutto contento e pensavo fosse la cosa migliore che mi fosse mai successa quando ho vinto. La cosa divertente è che Ashton è arrivato secondo e subito dopo è stato lui ad avere successo. Ha fatto questa campagna pubblicitaria di intimo per Calvin Klein. Ha fatto That ’70s Show. E’ subito diventato una star, ed io no. Credevo che quella competizione fosse il mio trampolino di lancio: Diventerò famoso.” Invece, sono rimasto fermo senza nulla per quattro anni.

Fino a quando hai ottenuto il tuo primo lavoro da attore in La Valle di Pini ed hai vinto un Emmy.

Quello è stato davvero emozionante. Ero abbastanza al verde, ma l’ho preso davvero seriamente. Mi ricordo di aver detto a me stesso: “E’ una situazione da ‘annega o nuota‘. Hai già abbandonato l’idea di una carriera da dentista. Farai meglio ad avere successo.” [Ride.] Volevo cambiare l’idea che le persone avevano di me con lo show, provare cose fuori dagli schemi, e quando sono stato nominato per gli Emmy nel mio primo anno di carriera, ho pensato: “Oh, cazzo. Piaccio alla gente. Davvero!”

Un momento alla Sally Field.

Davvero. Pensavo: “Fottiti, ex allenatore di football. Fottiti, ex fidanzata che ho trovato a letto con un mio compagno di squadra. Fottetevi, tutti voi che non avete mai creduto in me!” Assolutamente malsano, ma è stato questo a darmi la spinta. Avevo un sacco di rabbia. Ora sono una persona molto più felice.

Dopo tutti gli anni di terapia.

Davvero. Non sto scherzando.

Chi, a parte il tuo terapista, ti ha aiutato lungo la strada? Hai qualche mentore ad Hollywood?

James Caan, sicuramente. Ho imparato un sacco da quel ragazzo girando Las Vegas. Jimmy è così onesto. Se gli piaceva qualcosa, me lo diceva. E sapevo quando qualcosa non gli piaceva, perchè mi diceva: “Ehi, ragazzo, vieni qui.” [Ride.] Mi ha dato un consiglio quando sono uscito per la prima Fergs, ma non ti dirò cosa mi ha detto.

Sembra sconcio.

Lo era. [Ride.]

Beh, chiaramente, il suo consiglio ha funzionato. Siete sposati da sei anni ed avete un adorabile figlio. Cosa speri che Axl prenda da entrambi?

Vogliamo semplicemente crescerlo rispettoso, compassionevole, diligente. Alla fine della giornata, voglio che faccia quello che faccio io? Non proprio.

Con due artisti come genitori, come può evitarlo?

Ecco come: se è quello che vuole fare, bene, ma dave capire sul serio che richiede un sacco di lavoro. So che ad un certo punto, rimarrà ferito, e da genitore odi pensare a queste cose. Ma nonostante tu voglia proteggerlo, tutto quello che puoi fare è insegnargli ciò che è giusto e sbagliato e sperare che stia lontano dalla prigione. [Ride.]

Cosa gli insegnerai sul successo?

Sai, la mia definizione di successo tempo fa era completamente diversa. Sia che fossi o non fossi in quel film, o nominato per questo e quello. Ora, sia in TV che nei film, quello che mi interessa è fare il miglior lavoro possibile e continuare a migliorare. Tutto il resto si sistemerà da solo. E mi interessa davvero tanto essere a casa e stare con mio figlio e mia moglie. Questa è la mia definizione di successo. Tutte le altre cose non mi rendono felice.

Fonte: http://www.cbswatchmagazine.com/2015/02/josh-duhmel-in-battle-creek-interview-photos/


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Deborah Caccia
Vivo in una città sperduta della Val Padana in cui tutti conoscono tutti (o quasi). Non sono una telefilm addicted da molto tempo, ma devo dire che ho recuperato in fretta. Se fosse possibile, avrei un master in binge-watching. Aspirante traduttrice/mediatrice in lingua inglese e russa. Amo la musica in ogni suo genere, se volete farmi felice portatemi a un concerto.

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