Jesse Eisenberg parla di Cafe Society e di Woody Allen

L’acclamato attore non guarda mai i film in cui recita, mai.

Quando Jesse Eisenberg ha chiamato per la nostra intervista, ha iniziato con: “Sono Jesse Eisenberg, del film.” Questa formalità è così tipica di lui – la stella del cinema che non vuole dare l’impressione di essere una stella del cinema. Ma non si tratta di falsa modestia: sembra essere veramente sincero. L’attore, trentaduenne, ha trovato un regista ancora più nevrotico di lui. “Cafe Society” è il secondo film di Eisenberg con Woody Allen, dopo “To Rome with Love” nel 2012. Nel quarantasettesimo film di Allen, Eisenberg interpreta un giovane uomo negli anni Trenta, che arriva a Hollywood e finisce per innamorarsi di una segretaria interpretata da Kristen Stewart – inconsapevole del fatto che va a letto con il suo zio magnate del cinema (Steve Carell).

Come me, sei cresciuto con i film di Woody Allen. Con quale film sei diventato un suo fan?

Il primo film che mi ha colpito in modo davvero profondo è stato “Crimini e misfatti”. Mi ha fatto capire che una persona può creare qualcosa che sia divertente e accessibile ma allo stesso tempo introspettiva, contemplativa, riflessiva, intellettuale e analitica senza compromettere nessuno di questi elementi. Te invece?

Per me è stato “Il dormiglione”, ma forse a dire il vero è stato il suo album “Stand-Up Comic”. Sei riuscito a trovare il suo corto oscuro e quasi impossibile da vedere “Men of Crisis: The Harvey Wallinger Story”?

No, non l’ho visto.

E’ su YouTube, ma visto che conosci Woody Allen mi sembra strano dirti che puoi vederlo in un modo non propriamente legale.

Non penso che gli importerebbe. Sembra che non gli interessi la sua mitologia, né leggere cose su se stesso.

E’ una strana prospettiva, ma capisco il non voler rivedere i tuoi lavori precedenti. E tu cosa ne pensi di guardare i tuoi vecchi film?

Non guardo mai i film in cui ho recitato, nemmeno una volta. Molto probabilmente sarei troppo critico, ma sono anche preoccupato per la vanità che potrebbe provocare. Non guardo mai nulla. Mi mette davvero a disagio. Mi piace essere impegnato. Non mi piace gioire con festeggiamenti di cose precedenti  – cosa che è una grande parte dell’industria dell’intrattenimento, ovviamente.

Kristen Stewart e Jesse Eisenberg insieme per la terza volta nel film di Woody Allen “Cafè Society”.

 

Questo è il tuo secondo film con lui. E’ famoso per il suo stile di regia un po’ brusco, ma non so so quanto sia vera quest’affermazione.

E’ semplicemente disinteressato a festeggiare i bei momenti sul set. E’ molto concreto. Se qualcosa sta andando bene, la facciamo una volta sola e passiamo alla successiva. Se qualcosa non sta andando bene, subentra in modo concreto cambiandola o dando un buon consiglio. Mi piace questa cosa, perchè non sento il bisogno di discutere a lungo delle cose. Lo faccio già da solo preventivamente. Per questo assume attori meravigliosi e competenti di cui si fida.

Quanto è collaborativo con gli attori?

Permette loro di interpretare i personaggi nel modo che ritengono più adatto. Quando c’è un momento di silenzio in una scena, gli piace riempirlo con dialoghi. Se non c’è nulla nel copione, chiede agli attori di improvvisare qualcosa. Prima della scena dice sempre agli attori di non sentirsi troppo legati al dialogo, di cambiarlo, di renderlo proprio, di renderlo naturale. Da un lato, è una persona incredibilmente specifica, con un tono e uno stile di scrittura davvero particolare. Dall’altro, probabilmente è più collaborativo e di larghe vedute della maggior parte delle persone nella sua stessa posizione.

A volte quando un attore interpreta il protagonista maschile in un film di Woody Allen tende a impersonare il regista. Tu non l’hai fatto. 

Ho interpretato la parte come avrei fatto in qualsiasi altro film. Stavo cercando di visualizzare il personaggio con profondità, enfatizzando la sua ingenuità nella prima parte del film e la sua delusione nel mondo nella seconda metà. Woody Allen ha detto molte volte che se fosse stato lui a interpretare il ruolo, l’avrebbe reso un personaggio comico. Io non mi approccio così alla recitazione.  E quindi la mia versione è probabilmente più drammatica. Potrà essere meno divertente della sua, ma ha detto che contiene degli elementi che lui non avrebbe apportato. Sembra una cosa strana, ma è ciò che ha detto.

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Deborah Caccia
Vivo in una città sperduta della Val Padana in cui tutti conoscono tutti (o quasi). Non sono una telefilm addicted da molto tempo, ma devo dire che ho recuperato in fretta. Se fosse possibile, avrei un master in binge-watching. Aspirante traduttrice/mediatrice in lingua inglese e russa. Amo la musica in ogni suo genere, se volete farmi felice portatemi a un concerto.

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